Storia - Castello di Niella Tanaro

Origini

Niella Tanaro diventa parte della Gallia Cisalpina dopo la conquista romana come Municipio di Augusta Bagiennorum.
“Nigella ad Tanagrum”  viene citata nel 901 nei documenti come donazione imperiale al Vescovo di Asti che delega il governo locale prima ai Marchesi Del Vasto e poi ai Marchesi di Ceva che ne assumeranno il possesso dal 1142.   L’attraversamento della via Bagienna (ma anche della via Palmaria e da una Via del Sale)  ne fa un pagus importante e, in epoca medievale, diventa uno strategico di collegamento tra i più importanti centri piemontesi ed i porti liguri, fra i quali si erano sviluppati scambi commerciali, economici ed anche culturali.   Vi è testimonianza certa anche del transito di fedeli sulle vie di pellegrinaggio, data la fitta disseminazione lungo tali percorsi di edicole, cappelle ed oratori e la presenza in Niella di un Hospitale.

I Marchesati

La costruzione del Castello di Niella Tanaro è probabilmente avvenuta tra il 1125 ed il 1160. E’ il periodo in cui il Castrum Nigella fu compreso nel marchesato di Ceva con l’atto di divisione delle terre del Marchese Bonifacio del 1142. Negli anni a seguire il marchesato fu ceduto per metà ad Asti (1295) da Giorgio II detto il Nano e nel 1299 ne furono investiti i figli di Guglielmo III di Ceva.

Le successioni

Il dominio dei Marchesi di Ceva continuò fino al 1530 quando Asti lo passò a Catarinetta Spinola ed infine, nel 1532, a Giovanni del Caretto. Successivamente arrivò ai Sauli ed infine ai Conti Coardi di Carpeneto che ne ebbero la proprietà sino al periodo della restaurazione.

La campagna napoleonica

Come molti comuni cebano-monregalesi, sul finire del XVIII secolo anche Niella venne coinvolta dalla prima campagna napoleonica d’Italia. Il comune ospitò (1795 e 1796) le truppe regie, la cavalleria piemontese e quella austriaca allora alleate contro l’armata di Bonaparte. ll 18 aprile 1796 i soldati francesi sfondarono le trincee sulla vicina bicocca (battaglia della bicocca di S. Giacorno). Napoleone impose a Niella una contribuzione di 12.000 lire, mentre in alcune cappelle vennero ammassati viveri e foraggi sotto la minaccia del “saccheggio e dell’abbruciamento”.

L'acquisto di Andrea Piovano

Il 30 ottobre 1807 il Conte Coardi di Carpeneto vende il castello al proprio mezzadro Andrea Piovano. A lui vanno anche tutte le terre di pertinenza, il mulino del castellaro ed ottiene anche il nobiliare banco nella chiesa parrocchiale B.V. Assunta.

La prima immagine

La stampa di Francesco Gonin (1808-1889) è il primo documento visivo del Castello e risale al 1852. Alcune asimmetrie architettoniche riprodotte dall’artista fanno presupporre una personalizzazione nella riproduzione grafica.

Un discendente dei Piovano

In questa foto di fine 1800 è ritratto Domenico Piovano “Chin”, uomo determinato e con grande spirito di iniziativa. Insieme al fratello Pasquale si occupava della coltivazione delle aree adiacenti il castello. Per meglio sfruttare le potenzialità del terreno ebbe l’idea di affinare il terreno estraendo tutte le pietre fino alla profondità di un metro (il lavoro si fece a mano su una superficie di circa 3000 mq). All’interno della torre realizzò inoltre la cisterna di raccolta dell’acqua piovana da utilizzare per l’irrigazione. I due fratelli non si sposarono e non ebbero figli. Pasquale perì in guerra il 7 gennaio 1918 mentre Domenico morì il 12 ottobre 1937 a Niella. L’asse di proprietà del castello si spostò quindi alla sorella Lorenzina maritata con il calzolaio di Niella Giò Matteo Benedetto.

La prima fotografia: 1880

In quegli anni erano di moda le “gite” in Castello. In questa foto appaiono alcuni abitanti del paese; il primo sulla destra è Baratteri Guglielmo, “Guglielmin”, in posa insieme alle figlie e ad alcuni spasimanti. Il castello è ritratto dal retro e una sezione di tetto è del tutto mancante. E’ ben visibile l’intensa coltura a vite che insediava parte dei terreni.

Particolari inediti

Anche questo è tra i primi documenti fotografici del Castello. La parte anteriore non aveva ancora subito alcun restauro mentre alla base della torre è ben visibile una crepa: cannonata dell’esercito napoleonico?

L'incendio

Nei primi anni del ‘900 il corpo antistante la torre fu interessato da un incendio che ne fece crollare il tetto.Su questa cartolina datata 22 dicembre 1916 si notano visibili le tracce sulla torre.

Le prime cartoline

Questa immagine del 1940 offre nitidi particolari architettonici non molto diversi da quelli attuali.E’ ancora presente la vite che farà parte del paesaggio del Castello fino al 1980.